(Adnkronos) –
Sono entrati in vigore oggi – alle 6 dei mattino ora italiana – i nuovi dazi globali voluti dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump. Si tratta di un balzello generalizzato del 10% sulle importazioni da tutti i paesi che lascia fuori per il momento metalli preziosi e non – come oro, argento, platino, rame, palladio – materie prime (petrolio, gas), chip, legname e prodotti farmaceutici. Tuttavia anche per alcuni di questi prodotti è atteso nei prossimi giorni l'annuncio di tariffe ad hoc. Nel 2024 gli Stati Uniti hanno importato merci per circa 3.300 miliardi di dollari. L'elenco delle merci esenti diffuso giovedì scorso vale circa 644 miliardi di dollari di importazioni, secondo alcuni calcoli, inclusi beni per 185 miliardi di dollari da Canada e Messico, che però sono oggetto di tariffe 'dedicate' su beni non coperti dal patto di libero scambio nordamericano. Dopo l'annuncio ufficiale di mercoledì sera i mercati azionari di tutto il mondo sono entrati in caduta libera con una perdita di valore globale stimata in 9 mila miliardi di dollari (5.200 miliardi solo a Wall Street). Ma il momento della verità è atteso per mercoledì 9 quando entreranno in vigore le tariffe 'personalizzate', fissate paese per paese a seconda del deficit commerciale preesistente. Per l'Unione Europea – salvo accordi dell'ultim'ora ai quali Bruxelles sta lavorando – i dazi ammonteranno al 20%. Ancora più elevato il 'conto' per altri importanti partner commerciali, dal 54% per la Cina al 46% per il Vietnam o al 24% per il Giappone. Ad appesantire la reazione dei mercati è stata la risposta di Pechino che ha reagito annunciando a partire da giovedì 10 aprile (quindi il giorno dopo la partenza delle tariffe supplementari Usa) dazi aggiuntivi del 34% sui prodotti importati dagli Stati Uniti ma soprattutto controlli sulle esportazioni di terre rare. "Con l'imposizione unilaterale delle cosiddette 'tariffe reciproche', Washington ha minato lo spirito del sistema commerciale multilaterale basato sulle regole. L'avvertimento del Segretario al Tesoro degli Stati Uniti Scott Bessent ai partner commerciali – "Fare qualcosa di avventato sarebbe poco saggio" – è stato forse il momento più rivelatore di tutti. Ha messo a nudo la convinzione duratura di Washington nella propria supremazia incontrastata, un'illusione sempre più fuori passo con un mondo multipolare". E' il messaggio che – affidato a un editoriale dell'agenzia governativa Xinhua – arriva da Pechino. La Cina ricorda come "per anni, Washington ha lavorato per indebolire il meccanismo di risoluzione delle controversie del Wto, in particolare bloccando la nomina di nuovi giudici alla sua corte d'appello, paralizzando gravemente la sua capacità di far rispettare le regole commerciali. Ripristinare la piena funzionalità del Wto non è più una questione di riforma burocratica: è esistenziale preservare un commercio globale aperto e basato sulle regole". "Mentre le economie emergenti si rafforzano, il controllo di Washington sull'ordine economico globale si sta indebolendo. Invece di adattarsi a questa nuova realtà, ha scelto di scatenarsi, erigendo barriere in un disperato tentativo di mantenere la sua influenza in declino". "La comunità internazionale non può permettersi di placare Washington. Ripristinare i meccanismi di risoluzione delle controversie del Wto, accelerare le riforme istituzionali e rafforzare la cooperazione multilaterale sono essenziali per contrastare la coercizione unilaterale di Washington. Solo attraverso la solidarietà – conclude la nota della Xinhua – il mondo può respingere la palla demolitrice del cosiddetto 'eccezionalismo americano' e salvaguardare un sistema che ha sostenuto decenni di prosperità globale". —[email protected] (Web Info)

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