(Adnkronos) – Il Parlamento europeo ha approvato oggi a Strasburgo, nella plenaria, il rapporto sulla politica di difesa e di sicurezza comune 2024, con 399 voti a favore, 198 contrari e 72 astenuti. Hanno votato sì il Ppe, compresa Forza Italia, l’S&D (Pd incluso, a parte gli indipendenti), Renew Europe, una parte dell’Ecr (non Fdi) e buona parte dei Verdi/Ale (non gli italiani, che hanno votato no). Contro hanno votato una parte dell’Ecr e alcuni socialisti, tra cui Cecilia Strada e Marco Tarquinio, indipendenti del Pd, oltre all’estrema destra dell’Esn e ai Patrioti, Lega inclusa, più alcuni Verdi tra cui gli italiani, come detto. Contro anche la Left, inclusi i Cinquestelle. Astenuti parte dell’Ecr, tra cui Fdi, e altri deputati di vari gruppi. No all'emendamento a favore del riarmo e sì nel voto finale sulla 'Relazione annuale sulla politica di sicurezza e difesa'. Questa la mediazione che ha evitato nuove spaccature, dopo quella lacerante di alcune settimane fa, nella delegazione Pd in Europa guidata da Nicola Zingaretti. Un'articolazione nelle votazioni che ha consentito alla maggioranza dem di riaffermare la contrarietà al piano Von der Leyen: secondo la segretaria Elly Schlein necessita di una revisione 'radicale', come chiesto nella risoluzione Pd votata a Montecitorio nei giorni scorsi. Ma che soddisfa anche l'area riformista con il sì -in linea stavolta con la famiglia socialista europea- nel voto finale sulla Relazione, documento ampio in 61 pagine che comprende tutti gli aspetti della politica estera europea, dall'Ucraina al Medio Oriente. "C'è un cambiamento molto significativo rispetto alle posizioni di un mese fa della maggioranza del partito. Una grande vittoria politica", ha commentato un esponente della minoranza dem a Strasburgo. Dalle parti della segreteria Pd si rimarca la presa di posizione sul ReArm. Dice il responsabile Esteri della segretaria Schlein, Peppe Provenzano: "Il Partito democratico ha più volte chiarito, nelle sedi politiche e parlamentari, la sua linea di contrarietà alla corsa al riarmo dei singoli Stati e di impegno per la costruzione di una vera difesa europea. Bene il voto contrario agli emendamenti che ripropongono l’impianto iniziale di Von der Leyen, che invece necessita di una radicale revisione". Una posizione ribadita da tutta la segreteria Pd, da Marco Sarracino a Marina Sereni e Marco Furfaro. L'area riformista enfatizza un altro aspetto della giornata di oggi a Strasburgo. Sebbene il Pd abbia messo agli atti il no all'emendamento a favore del riarmo, quell'emendamento è però stato approvato dalla plenaria, entrando di fatto nel testo finale della Relazione. Tanto che i due 'indipendenti' Marco Tarquinio e Cecilia Strada hanno votato contro la Relazione, mentre tutto il resto della delegazione dem ha votato a favore. Pina Picierno lo mette agli atti via social: "Noto anche oggi una certa tendenza a confondere le acque del dibattito pubblico. Pazienza e chiarezza. Nel testo finale votato dalla delegazione del Pd e da tutto il gruppo dei socialisti e democratico c'è ReArm Europe, ed è motivo di grande soddisfazione per la responsabilità dimostrata da parte di tutti". Ed ancora Filippo Sensi: "In linea coi socialisti europei, il voto a Strasburgo su una relazione equilibrata e solida per la difesa di oggi e di domani è un passo avanti significativo. Stare dove è giusto, tra le grandi forze, contro i no della destra". E ancora Piero De Luca. "Ritengo estremamente positivo il voto favorevole compatto della delegazione Pd al Parlamento europeo sulla 'Relazione annuale sulla politica di sicurezza e difesa', in linea con il gruppo dei Socialisti e Democratici". Picierno inoltre, insieme a Giorgio Gori, ha votato a favore degli emendamenti pro-ReArm. "Siamo convinti che rappresentino un primo necessario passo per la costruzione di una difesa comune europea. Riteniamo -scrivono in una nota- che la mediazione ottenuta sia preziosa e abbia permesso di non distinguere la delegazione dal gruppo socialista. È importante continuare il cammino verso l'implementazione di una vera difesa comune europea, superando l'attuale frammentazione". "Una follia dietro l'altra. Oggi il Parlamento europeo ha detto sì a un rapporto in cui hanno infilato un emendamento che dà letteralmente un bel 'Welcome' al Piano 'ReArm'. Per noi il riarmo non è affatto benvenuto: abbiamo votato contro. Questi signori vanno avanti sulla strada di un piano da 800 miliardi in armi, utilizzando risorse destinate alle emergenze dei cittadini su sanità e bollette per ingrassare le industrie delle armi. Non c'è ombra di difesa comune, solo un pericolosissimo riarmo dei singoli Stati che fa brindare i tedeschi e piangere l'Italia. Dobbiamo farci sentire, fermare questo piano scellerato del governo Meloni e della Commissione europea. Il 5 aprile tutti in piazza a Roma", ha scritto Giuseppe Conte, presidente del Movimento 5 stelle, sui social, aggiungendo poi l'hashtag fermiamoli. “Ancora una volta sulla politica estera e di difesa le forze di governo si dividono, stavolta non in due tronconi ma addirittura in tre. Fratelli d’Italia in modo pilatesco si astiene su entrambi i testi votati al Parlamento europeo, la Lega vota contro, Forza Italia a favore. La maggioranza non esiste più. Giorgia Meloni ne prenda atto”, ha detto dal canto suo Gaetano Pedullà, vicecapodelegazione del Movimento 5 Stelle al Parlamento europeo. —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
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