(Adnkronos) – La Russia "non sta prendendo in considerazione alcuna opzione per l'invio di forze di peacekeeping europee in Ucraina" dopo l'eventuale accordo di pace. A dirlo è il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov in una conferenza stampa al termine dei colloqui di Doha, avvertendo inoltre che l'approccio imposto dagli europei, in particolare Francia e Gran Bretagna, è volto ad aggravare ulteriormente il conflitto e a reprimere qualsiasi tentativo di sedarlo. "Macron ha parlato a Washington della necessità di un cessate il fuoco urgente, dell'introduzione di forze di peacekeeping, e poi, presumibilmente, parleremo di territori, del destino delle persone, di altri principi di insediamento. Questo è un inganno. Non si può andare per un accordo che mira a raggiungere un unico obiettivo: pompare di nuovo l'Ucraina di armi", ha sottolineato Lavrov, escludendo, inoltre, la possibilità di congelare il conflitto in Ucraina lungo la linea di contatto: "Questo non accadrà, abbiamo una Costituzione", ha spiegato il ministro degli Esteri. Due team di diplomatici russi e statunitensi si incontreranno intanto domani a Istanbul per discutere dei “problemi sistemici” nel funzionamento delle ambasciate dei due Paesi, ha annunciato quindi il ministro degli Esteri. "Tale incontro avrà luogo domani a Istanbul. Penso che i suoi risultati mostreranno quanto velocemente ed efficacemente possiamo andare avanti", ha detto Lavrov. Al ruolo dell'Europa ha fatto riferimento più volte, negli ultimi giorni, anche Donald Trump. Il presidente degli Stati Uniti, che lunedì ha ricevuto il presidente francese Emmanuel Macron, rispondendo alle domande dei cronisti ha affermato che "per Vladimir Putin non c'è nessun problema" in relazione alla presenza di truppe europee in Ucraina dopo la fine della guerra. "Gli ho fatto una domanda specifica", ha detto Trump lunedì. Ieri, però, il presidente americano ha parzialmente corretto il tiro: "Un accordo andrà trovato", ha detto, evidenziando che la responsabilità sarà sostanzialmente tutta dei paesi europei. Il premier ucraino, Denys Shmyhal, ha intanto reso noto che Stati Uniti e Ucraina hanno raggiunto un accordo in base al quale Washington otterrà le risorse minerarie ucraine in cambio di pagamenti per il sostegno militare nella guerra di Kiev contro la Russia. Lo riporta il Guardian. "Si tratta di un accordo preliminare che prevede la creazione di un fondo di investimento per la ricostruzione dell'Ucraina, dove Ucraina e Stati Uniti gestiranno e finanzieranno congiuntamente il fondo a parità di condizioni – ha spiegato il premier – Questo accordo è direttamente legato alle garanzie di sicurezza. Né il presidente né il governo lo considereranno separatamente dalle garanzie di sicurezza per l'Ucraina". Il governo ucraino esaminerà già oggi il testo dell'accordo, ha aggiunto il Shmyhal. Il presidente americano, Donald Trump, aveva dichiarato di aspettarsi una viaggio a Washington da parte di Volodymyr Zelensky per firmare un accordo. La settimana scorsa Trump aveva definito il leader ucraino un “dittatore”. —internazionale/[email protected] (Web Info)